Sebbene l'Italia sia ancora sottovalutata nel dibattito europeo sul fintech, rappresenta la terza economia dell'Unione Europea, ospita importanti istituzioni finanziarie, vanta un solido tessuto di PMI, un'elevata ricchezza privata e una consolidata cultura dell'eccellenza operativa.
In occasione di Money20/20 Europe, OpenWay ha partecipato a una tavola rotonda organizzata da ItaliaFintech per discutere di cosa serva all'Italia per assumere un ruolo più incisivo nell'ecosistema fintech europeo.
Moderato da Alessandro Hatami, Founder and Managing Partner di Pacemakers.io, il panel ha riunito Alessandro Portolano, Presidente di ItaliaFintech e Partner di Chiomenti; Fabrizio Zennaro, della Divisione FinTech della Banca d'Italia; e Maria Vin, Head of Strategy di OpenWay.
Dal confronto è emerso chiaramente come l'Italia potrebbe distinguersi puntando su un fintech B2B sofisticato, affidabile e ad alto valore aggiunto. La prossima fase di crescita del fintech europeo dipenderà da molto più della sola adozione da parte dei consumatori. Richiederà infrastrutture capaci di sostenere l'innovazione nei settori regolamentati, il finanziamento delle PMI, i servizi embedded, le soluzioni per il wealth management, l'intelligenza artificiale, la resilienza operativa e la crescita sui mercati internazionali. Ed è proprio in questo contesto che l'Italia può fare la differenza.
perché l'Italia continui a essere sottovalutata come hub fintech;
dove potrebbero emergere le maggiori opportunità per il fintech italiano;
perché la regolamentazione possa diventare un elemento distintivo di credibilità;
cosa dovrebbero sapere le fintech internazionali prima di entrare nel mercato italiano;
come l'Italia possa definire un ruolo distintivo nell'ecosistema fintech europeo.
Guarda il video per scoprire perché la vera opportunità per il fintech italiano non consiste nel diventare semplicemente "il prossimo hub", ma nel diventare il punto di riferimento per un'innovazione finanziaria sofisticata e ad alto valore aggiunto.